Falsi miti del recupero dati

Quali sono i falsi miti del recupero dati? Ecco alcune notizie non reali che girano in rete.

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Il recupero dei dati è un settore vasto e delicato, dove bisogna conoscere molto bene le tecnologie ed i sistemi per poter recuperare i file da un determinato dispositivo. Esistono molti dispositivi dove archiviare i propri file, come ad esempio hard disk, SSD, memory card, CD, DVD, smartphone. Ognuno di questi necessita di determinate operazioni per procedere al recupero dei file.

Quindi è necessario conoscere perfettamente come intervenire, senza causare ulteriori danni. Se si cercano in rete alcune notizie relative al recupero dei file, è possibile scoprire informazioni spesso non vere, oppure falsi miti che potrebbero causare il danneggiamento perenne dell’apparecchiatura. Di seguito si possono consultare dei falsi miti, per evitare di commettere delle imprudenze.

1. Si può creare la propria camera bianca

La camera bianca è un luogo con aria altamente purificata. Viene utilizzata, in alternativa alla cappa a flusso laminare, per aprire gli hard disk e riparare i danni meccanici. In rete si possono trovare dei consigli su come realizzare delle camere bianche fai da te.

E’ fortemente sconsigliato seguire queste pratiche, perché non si riesce a purificare l’aria in modo adeguato. Quindi aprendo l’hard disk si rischierebbe di distruggerlo a causa di qualche particella di polvere o impurità. Inoltre bisogna utilizzare la giusta attrezzatura per non arrecare danni.

2. Colpire l’hard disk

Quando un hard disk emette un rumore strano oppure si blocca, spesso si usa colpirlo con le mani oppure sbatterlo sul tavolo per farlo tornare a funzionare correttamente. Questa procedura è fortemente sconsigliata perché potrebbe arrecare danni seri al disco ed alle testine interne, compromettendo per sempre i file.

3. Congelare o riscaldare il disco

Il congelamento o il riscaldamento del disco fisso può portare al restringimento oppure all’espansione dei metalli con cui è realizzato l’hard disk. Come è possibile leggere su internet, questa pratica viene consigliata dalle persone quando si vuole sbloccare una testina oppure per riparare un disco.

Tuttavia si tratta di un falso mito, anche se volte può risultare efficace in alcune situazioni. Il problema è che il supporto può essere soggetto all’umidità, che può penetrare al suo interno causando enormi danni permanenti.

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4. Gli SSD sono immuni alla perdita dei dati

I dispositivi a stato solido come gli SSD sono più resistenti degli hard disk, perché al loro interno non hanno parti meccaniche. Questo però non significa che sono immuni alla perdita dei dati, infatti un circuito al loro interno si potrebbe danneggiare oppure il firmware si potrebbe compromettere.

5. Non c’è bisogno di un esperto del recupero dati

Quando si danneggia un qualsiasi dispositivo, è estremamente importante avere una certa esperienza e professionalità per poter recuperare con successo i file al suo interno. Per questo motivo è importante rivolgersi ad un team di professionisti e non improvvisarsi tecnici. Spesso le persone si improvvisano esperte, tentando di riparare un hard disk senza le giuste conoscenze ed attrezzature.

Falsi miti del recupero dati: conclusioni

Per poter recuperare i tuoi dati puoi rivolgerti ad iRecovery. Possiamo operare su qualsiasi tipo di dispositivo, come hard disk, SSD, smartphone, RAID, NAS, microSD. Abbiamo l’attrezzatura necessaria per poter aprire un disco fisso, senza corrompere i dati. Contattaci per una consulenza.

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