Hard Disk rotto? Ecco i motivi

Hard Disk rotto, come riconoscere i primi segnali di cedimento che se trascurati portano a danni seri?

Il malfunzionamento del supporto di memoria del nostro computer molto spesso è dovuto a una cattiva gestione della macchina da parte nostra.

Quando un Hard Disk è rotto, è dimostrato come la colpa sia proporzionale al nostro cattivo comportamento: Imperizia, distrazione e perché non conosciamo le poche regole basilari per la buona manutenzione hardware e software. Infatti il 26 % dei casi di rottura dell’hard disk (1/4 dei casi!) è dovuto a errore umano.
In questo articolo abbiamo condensato un estratto tratto da una lezione introduttiva, di un corso di iRecovery Academy, nel quale sono evidenziate le cause e alcune pratiche consigliate per il recupero dati Hard Disk.

Recupero Dati Hard Disk: Richiedi Aiuto
Vedremo come esistano infinite condizioni che possono impedire il funzionamento dei supporti di memoria e rendere difficoltoso il recupero dati. Principalmente possiamo dividere in queste categorie di cause:

Umano
Atmosferico
Deperimento
Errore umano
La maggior parte delle cause di danneggiamento derivano da errori umani. Gli errati comportamenti nei confronti dei supporti, le disattenzioni e le intenzioni di danno sono la principale causa di perdita dei dati.

 

Alcune cause comuni sono:
Interruzione improvvisa dell’alimentazione: per rimuovere il supporto occorre eseguire le corrette procedure di sistema. Togliere improvvisamente la connessione blocca immediatamente l’afflusso di corrente elettrica bloccando, negli hard disk, la rotazione dei piatti, e nei supporti flash aumenta il rischio di sovratensioni (spikes)

Urti: cadute accidentali, oggetti pesanti che finiscono addosso al supporto ed il colpirlo erroneamente mentre si passa accanto sono la principale causa di danno in assoluto. Capita a tutti la disattenzione di un hard disk caduto dalle mani, una pendrive inserita che viene urtata e spezzata; questi gesti non intenzionali causano i danni in assoluto peggiori sui supporti.

Aggiunti alle casualità vi sono le intenzionalità; chi non vuol rendere più visibili i propri dati molto spesso utilizza i modi più vari per distruggere i supporti. Ogni causa ha un effetto sul recupero dati, vedi anche le tipologie di recupero in uso.

Atmosferico e ambientale
Altra principale causa di danno sono gli agenti atmosferici. Capita infatti che a causa di un temporale vi siano dei cali di tensione, fulmini che si abbattono vicino causando uno sbalzo di corrente, oppure eventi quali terremoti, alluvioni, incendi etc. Gli eventi naturali sono un fenomeno incontrollabile che spesso, e senza poter far nulla per evitarlo, danneggiano in modo irreversibile i supporti. In tutti i casi per poter recuperare i dati servono strumentazioni specifiche.

Deperimento
Come ogni macchinario, anche i dispositivi di memoria hanno una loro vita e una durata utile. Sono progettati sì per mantenere ottime prestazioni nel tempo, ma il logorio e l’usura sono comunque presenti e inevitabili

 

Danni logici
In questa categoria si raggruppano i problemi che non impediscono il funzionamento del supporto, ma impediscono l’accesso ai dati. Alcuni problemi sono derivati da formattazioni, danneggiamento dell’area di allocazione dei dati, etc.

Danni elettronici
I problemi di questo tipo sono costituiti dal danneggiamento della struttura elettronica esterna al supporto, causati da sovratensioni o spesso urti (nei supporti flash).

Questi problemi sono in genere più complessi da risolvere rispetto a quelli logici. Tale difficoltà è data spesso dal fatto che occorre sostituire e riconfigurare alcune o
tutte le componenti esterne.

 

Danni meccanici interni
Tipici degli hard disk, questi sono dovuti spesso ad urti o cadute. Sono la tipologia più grave di danno e necessitano SEMPRE di un intervento in camera bianca.

Come comportarsi
Ogni categoria di danno ha delle modalità di lavorazione diverse. Non si devono mai sottovalutare i danni subiti dai supporti. Insistere con alcune procedure di lavorazione errate può portare ad un peggioramento irrimediabile della situazione.

Raffronto logico
Talvolta è possibile risolvere questi problemi tramite free software. Alcuni di questi sono utili soprattutto per risolvere i problemi di formattazione ma non sono in grado di arrivare nei livelli di memoria più profondi e non consentono opere di ricostruzione.

Per poterli usare occorre svolgere alcune operazioni preliminari vitali:

NON installare MAI il software sullo stesso disco da cui si vuole effettuare il recupero.

Creare un immagine bit a bit del supporto per non rischiare di danneggiarlo e lavorare unicamente

NON salvare mai i risultati delle lavorazioni sullo stesso supporto da cui si effettua il recupero.

Se non si osservano queste precauzioni si sovrascrive e danneggia irrimediabilmente la memoria del supporto rendendo tutto irrecuperabile.
Raffronto elettronico
Nel caso di un elettronica bruciata, di un collegamento saltato, talvolta si effettuano tentativi di sostituzione e di riparazione.   Prima di procedere occorre tenere ben presente alcune cose:

Molti componenti dell’elettronica sono univoci e vanno traslati e spesso “riprogrammati” per essere adattati al nuovo supporto.

NON svolgere operazioni di saldatura e NON dissaldare componenti senza le dovute strumentazioni e competenze tecniche.

Nel primo caso bisogna sempre mantenere l’elettronica originale del supporto in modo da poter consentire ai tecnici specializzati di
proseguire correttamente il lavoro.

Nel secondo caso si rischia di creare danni permanenti ed irrimediabili anche alle componenti vitali impedendo il recupero o rendendolo estremamente arduo.

Raffronto meccanico interno

I problemi interni di un hard disk si possono riconoscere da alcuni suoni particolari e tipici che tendono ad indicare diversi tipi di probabile

Ticchettio scandito: probabili testine saltate
Beep: probabili testine bloccate e danni interni
Sfregamento: probabili danni interni
In caso ci si trovasse con delle problematiche simili bisogna spegnere immediatamente il supporto. Occorre aprire il disco in una camera bianca per procedere alla diagnosi. Ogni insistenza o apertura della calotta metallica in ambiente non protetto renderebbe il supporto irrecuperabile.

 

Clean Room o camera bianca
Si tratta di una struttura ad atmosfera controllata.

Il funzionamento di una camera bianca si basa sul principio di ricircolo forzato di aria super-filtrata in una macchina. Il sistema che provvede a questo è costituito da ventole operanti a bassa velocità, che immettono nella cappa, attraverso il soffitto un flusso laminare di aria precedentemente filtrata attraverso poderosi filtri posizionati all’esterno della stessa, ed aspirata attraverso griglie.

La purezza dell’aria in questi locali è decisamente superiore a quella di una sala operatoria. Vengono usate nei casi in cui un componente o un dispositivo possa essere danneggiato dai granelli di polvere presenti nell’aria normale.

Nei casi in cui sia necessario aprire il dispositivo per recuperare i dati contenuti o per riparazione, aprirlo in un ambiente normale renderebbe il disco inutilizzabile in poco tempo; basti pensare che la particella di fumo di una sigaretta ha un diametro maggiore della distanza che c’è fra la testina magnetica di lettura/scrittura e la superficie magnetica del piatto, distanza dell’ordine di poche decine di nanometri.

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